Antonio Bassolino tra Paolo Isotta e Erri De Luca

Strano mondo quello politico della Penisola. Si ritrovano personaggi che, apparendo disinvoltamente in prima fila dopo un lungo periodo di nascondimento, pretendono di risistemarsi al posto che avevano lasciato da decenni. È il caso di Antonio Bassolino che, raggiunto il vertice nell’amministrazione della sua città e della sua regione, si era successivamente ritirato dando l’impressione di volersi allontanare dai luoghi del potere per dedicarsi, se non allo studio e alla meditazione, per lo meno agli impegni della famiglia.

Impressione smentita dai fatti: don Antonio è tornato a rivendicare la posizione di primo cittadino. E questa decisione non lascia indifferenti i partenopei che ovviamente si dividono in favorevoli e contrari. In ciò niente di strano se non comportasse un netto rovesciamento di fronte che con una, non unica, bizzarria della vicenda, conduce a vedere tra i sostenitori e ammiratori di Bassolino – militante dell’ex p.c.i. in cui si distinse come fervente difensore delle tesi ingraiane – il reazionario e sanfedista Paolo Isotta. Costui, eminente musicologo, si è reso noto negli ultimi tempi, pure fra i non frequentatori dei teatri dell’Opera e delle sale da concerto, per una meticolosa autobiografia nella quale frivolezza, pettegolezzo ed erudizione si pigiano e si confondono in ogni pagina.

Dall’altra parte, contrario al ritorno in campo del vecchio politico, c’è Erri De Luca che, restato fedele alle ideologie della giovinezza, ancora oggi emerge tra le file libertarie per i non domati furori.

Si assiste, pertanto, ad uno spettacolo dove Isotta, che non ha mai avuto paura di esprimere le sue simpatie per Mussolini e la Repubblica Sociale Italiana, parteggia senza esitazioni per l’ex comunista non pentito Bassolino cui si dovrebbe riconoscere il merito, secondo il musicologo, di aver ridato ai suoi concittadini speranza e dignità. All’opposto del ribellista De Luca, amato da tutti i giovani di sinistra, che non vuole sentir parlare di don Antonio preferendogli l’attuale sindaco.

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