Conformismo dell’informazione e aggressione clericale

Nell’attuale, triste e rovinosa polemica tra ecclesiali e clericali è quanto mai necessaria una obiettiva, esauriente informazione che non trascuri la presenza di provocatori tendenti ad allontanare ogni possibilità di rasserenamento del clima morale e spirituale. Conseguentemente, ai giornalisti si richiede un’attenzione scrupolosa che eviti, tra l’altro, giudizi approssimativi, se non del tutto erronei, per i quali poi vengono giustamente contestati.

Ci si riferisce, in particolare, alla categoria dei cosiddetti vaticanisti che, diligentissimi nel tessere le lodi di chi al momento è ai vertici, mostrano – tranne lodevoli eccezioni – impreparazione e incuria nell’attaccare i cattolici insoddisfatti di ciò che si dice e si fa entro e fuori le mura vaticane. In questo momento, infatti, vescovi, parroci, monsignori sembrano gareggiare fra loro nell’apparire “privi di pregiudizi”, cioè, nel riuscire più abilmente ad accantonare se non ad abbandonare i principi dottrinari e il rispetto dei costumi e dei riti della cristianità romana e cattolica.

Va in proposito rilevato che in questi giorni di grave turbamento, il fedele in attesa di chiarimenti, spiegazioni, approfondimenti da parte di coloro che dovrebbero fornirne, rimane deluso se non infastidito dalla totale assenza di una cronaca puntuale delle varie vicende che, malevolmente presentate e faziosamente interpretate, oscurano le posizioni legittime pur se non coincidenti con quelle ufficiali delle attuali gerarchie vaticane.

Fra l’altro è tornata ad essere una comoda abitudine il ricorso a schemi e modelli che, non meno di ieri, rendono ancora più difficoltoso l’avvicinamento alla realtà e alla verità. Ci si dilunga, infatti, nelle corrispondenze e nei commenti su una introvabile perché inesistente “destra cattolica” che sarebbe in difficoltà perché senza guide e “argomenti polemici”.

I solerti esecutori dei desideri degli alti burocrati curiali ricorrendo a definizioni malevolmente fantasiose si propongono di isolare quei sacerdoti e laici che sono irremovibili nel rimanere aderenti a ciò che la Chiesa ha insegnato e che costituisce l’inviolabile patrimonio lasciato ai fedeli dagli Apostoli, dai Padri e dai Dottori: intelligenze e anime votate alla tutela nella sua integrità del messaggio evangelico. Isolare i cattolici non immemori e, quindi, non disponibili a mercanteggiamenti che violano le coscienze è, purtroppo, il sinistro scopo di chi non ha certo a cuore la missione salvifica della Chiesa.

Intanto per contrastare questa invivibile atmosfera spirituale i confratelli della Pieve, il 21 agosto, giorno della festa liturgica, si sono uniti nella preghiera e nella meditazione per ricordare san Pio X, il grande e ispirato pontefice che ha difeso i suoi figli dalla più insidiosa delle eresie, il modernismo.

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