StoriaVerità: Robert Conquest e le “purghe” di Stalin

Nel 1968, mentre la teppaglia abbandonava le aule universitarie per scendere nelle piazze a provocare, a urlare e a dar prova della propria incoscientemente violenza, un appartato studioso, un ricercatore coscienzioso raccoglieva le prove per ricostruire la barbarica storia del movimento sovvertitore che, guidato da Lenin e Stalin, provocò in Russia milioni di vittime.

Il lavoro certosino di Conquest non fu gradito da quegli storiografi- libellisti, tipo Eric Hobsbawm, che si erano messi a disposizione della propaganda comunista ponendo il silenziatore sugli avvenimenti che insanguinavano città e campagne dell’Unione Sovietica. E ancora oggi preferiscono tacere per non dedicare neppure un rigo alla scomparsa di un grande studioso rigoroso e coraggioso come Robert Conquest.

Si deve a questo cultore della verità se il mondo ha avuto la possibilità  di conoscere la tragedia posta in atto dal “socialismo realizzato” che con la complicità dei De Gaulle, dei Churchill dei Roosevelt venne esteso a tutta l’Europa orientale dove l’unico primato raggiunto dai paesi della regione fu nella realizzazione delle carceri politiche e dei campi di concentramento per dissidenti.

Fu Conquest – che da studente universitario aveva fatto un’amara ma illuminante esperienza nel più staliniano dei partiti comunisti occidentali, quello inglese – a superare le ostilità dei politici accomodanti e di molti dei suoi stessi colleghi ansiosi di ottenere i riconoscimenti da qualunque parte giungessero, rivelando l’autentica natura e l’entità delle purghe sovietiche. Fu Conquest a togliere ed a calpestare la maschera di liberatori dei popoli a Lenin, Stalin ed ai loro emuli dei vari continenti.

Si pensi alle pagine elogiative, alle espressioni apologetiche, ai versi aulici, agli spettacoli teatrali, ai films usciti dalle menti dei giullari dell’inculra marx-leninista. Per decenni la viltà, la spudorata cortigianeria sono prevalse e i molti Hobsbawm straziarono la storia oscurando le angosciose vicende di cui erano responsabili i capi comunisti con i loro torturatori e massacratori. Per fortuna della scienza un devoto seguace di Clio che, non subendo in alcun momento incrinature alla sua volontà, ha aperto gli occhi agli ingenui e ha messo in evidenza la codardia degli intellettuali asserviti.

Oggi, sulla soglia dei cento anni, Robert Conquest ha lasciato questa terra. Sia reso onore a chi, conoscendo la verità, non volle tacere.

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