Inammissibile dichiarazione vaticana

Che narratori e teatranti provino, secondo la cronaca recente, ad attirare lettori e spettatori sfigurando l’icona della Madonna presentata non più come nei Vangeli Mater dolorosa ma donna violenta e ribelle ai voleri di Dio, non sorprende: ormai l’arte, la poesia sono bistrattate e negate a vantaggio dei guadagni e degli applausi di un pubblico che si sente “maturo” approvando tutto ciò che stravolge, deturpa e dissacra. 

Ma che da parte del Vaticano, nella persona autorevole del padre Federico Lombardi, si volesse dare a un atto volgarmente demagogico come quello della consegna al pontefice di un Crocifisso appeso ad una falce e martello, simbolo di regimi infami, non può che suscitare sdegno. Ci si trova, infatti, dinanzi ad una provocazione di stampo clericale ed antiecclesiale tendente a favorire agitatori che travisano il cristianesimo per accrescere le divisioni tra paesi e tra classi.

Sono stati dimenticati i papi che hanno predicato la conciliazione e la collaborazione sociale e rinnegati i santi che soccorrevano amorosamente i meno abbienti senza per questo allontanare ed ostracizzare chi godeva di maggiori risorse. Al contempo sono stati innalzati sugli scudi gli avventurieri politici come il sudamericano Evo Morales e i vessilli con la figura di Cristo che ha abbandonato la croce per imbracciare il kalashnikov. Dal canto loro preti, frati e monache hanno sostituito i luoghi di raccoglimento e di orazione con le piazze e le tribune.

I credenti che hanno letto le dichiarazioni sono rimasti allibiti. In particolare ha infastidito quell’ulteriore, ipocrita e noioso richiamo al dialogo che finora, così come è stato impostato e condotto, ha determinato soltanto un affievolimento dell’azione pastorale, una perdita di fervore religioso e un abbandono di principi e valori. Fino a ieri la falce e il martello, oggi elogiata dai prelati vaticani, era considerato il simbolo di coloro che si opponevano in nome della loro ideologia, alla libertà e alla giustizia. Oggi avviene il contrario e ciò che era male è indicato come un bene prezioso.

Mesi dopo l’elezioni di papa Bergoglio un giornale, criticando la tendenziosità di certi suo interventi pauperistici ironizzava annunciando l’arrivo dei  tupamaros a Roma. Questo attacco non fu gradito. Si ritenne che fosse espressione di un giornalismo irriguardoso. Si deve invece pensare che qualcuno abbia prevenuto i tempi?

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