Ezra Pound: una polemica spiacevole e priva di senso

Lo scontro dura da anni e si è fatto sempre più aspro, senza esclusione di colpi. Ha iniziato, se la memoria non inganna, la signora Mary de Rachewiltz che, dagli spalti del suo castello tirolese, non disposta a cedere nè giungere a compromessi con il nemico, continua a lanciare strali contro gli uomini colpevoli, a suo giudizio, di aver osato porre il nome del famoso poeta Ezra Pound, padre amato e venerato della gentildonna, al loro movimento.

Con incrollabile fermezza e con il devoto ricordo del grande genitore, l’ormai anziana Mary – compie novanta anni in questi giorni – chiede che il raggruppamento “Casa Pound”, protagonista di vivaci manifestazioni politiche, provveda subito al cambiamento del proprio nome che appannerebbe l’immagine di un eminente rappresentante della letteratura e della cultura americana del ventesimo secolo. L’accusa della castellana tirolese è di aver strumentalizzato il nome paterno per fini che nulla hanno a vedere con la poesia. Secondo lei, Ezra, che pagò a caro prezzo i suoi apprezzamenti rivolti al Duce e al Fascimo, ebbe tempo e modo di ricredersi. E questa opinione è stata espressa anche da autorevoli critici e storici della letteratura.

Tuttavia, in modo diverso, anzi, opposto si pronunciano scrittori e docenti non di minore prestigio per i quali l’autore dei “Canti Pisani” è rimasto sostanzialmente, sino al termine dei suoi giorni, mussoliniano e fascista. Per la completezza dell’informazione va segnalata una terza posizione nella quale si collocano coloro che, pur difendendo il sacrosanto diritto della signora Mary di curare la figura paterna così come l’ha vista e  la vede, non ritengono che si possa impedire ad alcuno di proporre una interpretazione diversa dell’uomo e della sua opera. Se un suggerimento si volesse dare ai militanti di “Casa Pound” è di non limitarsi a svolgere un’azione politica – magari evitando gli accenti e le forzature che nulla hanno a vedere con il Fascismo – ma procedere ad una serie di valide iniziative culturali che offrirebbero all’organizzazione una fisionomia ancora più degna del nome scelto.

È intenzione dei confratelli della Pieve tornare sul tema del ruolo svolto da Ezra Pound non soltanto nella società letteraria americana ma anche in quella europea. Non fu per mera curiosità che Pasolini volle avvicinarlo e frequentarlo. L’occasione non manca ed è importante: una nuova edizione della raccolta dei saggi poundiani su Dante.

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