Giampaolo Pansa e Maurizio Molinari: due scuole di giornalismo

Due giornalisti. Due sistemi di lavoro per lo stesso fine: conoscere, comprendere, documentare, spiegare. Le proposte giungono da Giampaolo Pansa e da Maurizio Molinari: generazioni diverse ma con una identica passione. Più sanguigno il primo, più pacato l’altro. Decisi tutti e due, con lo stesso impegno a raggiungere il pubblico. Pansa ama tenere un tono leggero e riesce a mantenerlo in modo da essere gradito tanto a chi ama aprire il giornale o il libro seduto tra gli scaffali della biblioteca quanto al più disinibito che legge anche al tavolino di un bar. Pur essendo orientato a sinistra, questo giornalista che ha lavorato nelle redazioni dei maggiori giornali, non esita a tirar colpi sui busti e sui monumenti considerati intoccabili da coloro che militano nella  stessa parte. Lo conferma questo “La destra siamo noi”, il volume giunto adesso in libreria.

Non si è messo al seguito di altre bandiere, dunque; non ha cambiato casacca, come dicono i polemisti per mestiere: antifascista era e antifascista è rimasto così come non ha rinunciato a quel concetto di laicità, che però non gli vieta di parlare con rispetto e simpatia pure di abati e prelati. Egualmente non ha remore a elogiare quei fascisti che gli sono simpatici e che stima. Con il recente libro vuole far rivivere gente e situazioni che i giovani ignorano e che i vecchi hanno dimenticato o non ricordano bene. 

Una umanità variegata di politici, imprenditori, terroristi, affaristi, mantenute e mantenuti di lusso, avventurieri simpatici e moralisti torvi. Dai tempi della Repubblica Sociale Italiana alla discesa in forze dei toscani a Roma. Il tutto narrato e descritto con l’animo di una persona che ha avuto modo di passare, dopo tanti anni e tante esperienze, dall’entusiasmo e dalla fiducia allo scetticismo e alla disillusione. 

Il giovane Maurizio Molinari, invece, è un giornalista privo della “spigliatezza” del collega più anziano. Egli segue rigorosamente, infatti, la regola del “chi, quando, dove, come, perché”. Regola aurea, praticata e seguita con scrupolo dalle precedenti generazioni. La linea-guida del giornalismo cioè, del giornalismo d’agenzia, del giornalismo che punta costantemente a non disgiungere la tempestività dalla esattezza dell’informazione. E di conseguenza sa stare sulla questione o sul fatto più urgente e immediato: oggi il terrorismo di matrice islamistica. 

Nel caso specifico Molinari risale al primo manifestarsi del rivendicazionismo politico-culturale di quello cha sarebbe degenerato in movimento distruttivo, impietoso e sanguinario. Un movimento che, non diversamente dal comunismo e dal nazismo, coltiva un odio e applica una crudeltà di matrice ideologica. Niente a che fare con una autentica fede. Odio e crudeltà che rappresentano la radicalizzazione di un devozionismo avulso da principi riferibili a messaggi religiosi. 

Molinari con le pagine del suo “Il califfato del terrore” mette, perciò, in evidenza come l’albero dai frutti avvelenati di oggi abbia le radici e sia cresciuto sul terreno inquinato di una cattiva esegesi. Ha, pertanto, scandagliato il passato per meglio entrare nella drammaticità dei tempi attuali nei quali si agitano uomini assurti a posizioni di potere e determinati a sconvolgere in nome di un “credo” che è soltanto il misero prodotto di una mente perversa. Va da se che – come ogni analisi, ogni studio – quelli di Molinari non sono esenti da critiche: diverse secondo il punto di vista del lettore. Ma aiuteranno certamente a valutare la gravità del pericolo che insidia l’Occidente.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...