Roger Scruton e gli equivoci di un liberalconservatore

“Conservatore” è una definizione equivoca che comporta numerosi interrogativi; ancora di più lo è quella di “liberalconservatore”. L’una e l’altra sono segni della contraddizione in cui cadono coloro che non intendono unirsi alla congrega dei progressisti, ma al tempo stesso temono di essere additati come irriducibili custodi di una tradizione ormai sempre più vilipesa.

Un posto di rilievo nel comodo e accomodante circolo liberalconservatore
occupa il filosofo anglosassone Roger Scruton al quale va, però, riconosciuto di non essere stato in alcun momento condiscendente verso la catastrofica politica dei regimi e dei partiti collettivistici e nei riguardi del servilismo di quegli intellettuali che hanno tenuto un comportamento da cortigiani dinanzi ai tiranni del blocco socialista.

Anche stavolta, all’indomani della strage di Parigi, non è rimasto in silenzio e non si è limitato al solito fraseggio piagnucoloso e tribunizio. Ha sottolineato, nel corso di un’intervista, l’estraneità della legge coranica alla civiltà occidentale che, come tutte le grandi civiltà, ha trovato la sua ragion d’essere e la sua spirituale stabilità in una religione. Nel caso specifico la cristiana.

A un certo punto, però, il discorso di Scruton ha perduto la sua chiarezza e la sua consequenzialità fino a giungere all’assurdo di porre sullo stesso piano cristianesimo e … Illuminismo, concedendo ad una ideologia spiritualmente, moralmente e intellettualmente devitalizzante, sin dal primo manifestarsi, un riconoscimento e un merito che certo non le spettano. Il pensatore d’oltre Manica non ignora, infatti, che l’illuminismo è nato per distruggere dalle fondamenta la civiltà cristiana avvantaggiandosi anche del notevole aiuto offertogli purtroppo da chi – uomini di chiesa e di cultura – questa civiltà avrebbe dovuto proteggere e alimentare.

Tali opportune riserve non intaccano la stima nei riguardi di un uomo, un pensatore che, va ribadito, non ha esitato ai tempi del conformismo e del vassallaggio politico e culturale ad esprimere il suo incondizionato appoggio agli uomini liberi che nell’Unione Sovietica come nei paesi satelliti, non si piegarono al dispotismo comunista.

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