“Dagli al fascista” che viene….. dall’Oriente

I discorsi sul Fascismo sono ricorrenti, ma raramente se ne parla e scrive con l’opportuna cognizione. A parte le solite argomentazioni di una polemica stantia, lo si continua a confondere con la destra o con la sua parte estrema. Non di rado – soprattutto da “chierici” che pretendono di giudicare tutto e tutti senza possedere i requisiti necessari – lo si pone a fianco del nazionalsocialismo tedesco. Per non trascurare coloro che, sulla scia di ormai scomparsi ma non dimenticati commentatori politici come Indro Montanelli, Alberto Giovannini e Stanis Ruinas, collocano il Fascismo fra i gruppi di una non ben definita “sinistra nazionale”.

Sono trascorsi decenni ma, se si escludono alcuni meritevoli storici dagli intenti rettamente scientifici, la confusione di idee e di giudizi non si è ancora diradata.

In questi giorni, poi, è apparsa una novità sulla quale è il caso di soffermare un attimo la mente. È capitato di leggere su alcuni importanti organi di stampa e di ascoltare da emittenti televisive corrispondenze in cui si parla di “fascismo zafferano” il cui teorico sarebbe un monaco buddista dello Sri Lanka, già noto nel suo paese come attivista in campo civico. Adesso ha dato vita ad una setta che raccoglie numerosi suoi concittadini insofferenti della presenza musulmana a Ceylon. Non è la prima volta che i buddisti muovono le mani, per così dire, contro i seguaci di altre religioni.

Contrariamente a quel che si pensa e si dice, infatti, i discepoli del principe asceta, in passato come nel presente, hanno usato e continuano ad usare metodi “sbrigativi” nei riguardi di chi non condivide la loro fede. Come avviene quotidianamente pure in alcune zone della Birmania. E il monaco Gnanasara, pertanto, non fa che imitare i suoi predecessori anche loro in preda alla furia devozionale.

Ma il Fascismo con i moti religiosi o presunti tali dello Sri Lanka cosa ha in comune? La risposta si conosce, è la solita: in questo caso il fascismo c’entra perché ama la violenza.

Insomma, dopo quello che si è appreso su settant’anni di comunismo in tre continenti; dopo il succedersi di dittature feroci in tante regioni del globo; dopo le lacrime e il sangue versati per colpa di militari dichiaratamente socialisti – il più recente è stato il torvo Chavez – si vuole inchiodare il Fascismo al banco degli imputati dimenticando di dire la verità sulle origini, sullo sviluppo e sulle tragiche conclusioni di un ventennio.

L’antifascismo, che va rispettato come ogni posizione ideale scevra da sentimenti e risentimenti nocivi, dovrebbe iniziare a fare onestamente i conti con la storia assecondando in tal modo la necessaria educazione civica andata smarrita dopo la guerra civile.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...