I templari a Roma: una ricerca di Barbara Frale

Un tempo Roma era il sogno del pellegrino che si sottoponeva alle fatiche e spesso ai pericoli di un lungo viaggio per inginocchiarsi sulla terra dove aveva camminato San Pietro. Oggi sono tanti coloro che, a bordo di comodi aerei, giungono a Roma non per motivi di fede, ma perchè sono curiosi di vedere da vicino l’attuale pontefice e, magari, stringergli la mano e ridere alle sue battute. Una nuova forma di turismo?

È l’interrogativo che apre un lungo articolo del corrispondente dal Vaticano di una seria e prestigiosa rivista d’Oltreoceano. Per il giornalista americano ciò che avviene quasi ogni giorno nell’area antistante la basilica petrina è la prova di uno scadimento spirituale che ha segnato la fine del grande e millenario fenomeno sacro del pellegrinaggio a favore di una nuova forma di turismo impropriamente definito religioso e che costituisce un irreparabile danno al patrimonio di spiritualità conservatosi nei secoli.

I pochi che ancora cercano, venendo a Roma, ristoro per la propria anima non hanno nè il tempo nè il modo di farlo. Per rivivere la temperie andata insensatamente perduta, non c’è che il ricorso alla storia quando non è soggetta e travolta dalle distorsioni ideologiche. Si può così meditare sugli errori che hanno determinato l’attuale stato di aridità interiore.

Un contributo in questo senso è dato dalle ricerche della storica Barbara Frale che con il suo “La Roma dei templari” rende possibile riconsiderare la vicenda conclusasi tragicamente dell’Ordine ascetico-cavalleresco dei Custodi del Tempio. La Frale accompagna il lettore nella Roma che vide riuniti nel raccoglimento e nell’azione solidale verso i fratelli in difficoltà questi militi che, non per enfasi, Bernardo di Chiaravalle definì “malecidi”, cioè, uomini chiamati a combattere il male ovunque si annidi. Questi frati-guerrieri – va sottolineato – a differenza di molti frati di oggi, sapevano essere coraggiosi nella coerenza, distinguendo l’ora della preghiera da quella del combattimento. E con lo stesso ardore si dedicavano all’orazione e alla meditazione così come affrontavano la lotta consapevoli della missione loro affidata.

Leonessa era chiamata Roma nelle antiche leggende. Ebbene, questi legionari della Roma di Pietro e di Paolo, questi giovani leoni-seguaci del nobile Ugo di Payns, rampollo della migliore aristocrazia guerriera, votatosi alla povertà e alla difesa della Chiesa, non vennero meno alla loro vocazione di Poveri Commilitoni di Cristo.

A Roma i devoti custodi del Tempio di Gerusalemme – da cui il nome che li accompagnerà nel tempo – fissarono la loro sede sull’Aventino che rimarrà così nella memoria anche come centro e simbolo di una fede cristallina e intemerata.

Purtroppo, contro questi cavalieri che si erano prefissi di combattere non per il piacere dell’avventura, non per la propria ma per la gloria del Dio-Uomo, misericordioso e crocifisso e che conservarono una devozione particolare per Maria, la suprema fra le donne, si mossero il re francese Filippo IV e papa Clemente V i quali, quasi a precorrere i tempi, favorirono l’Islam, eliminando il suo più pericoloso avversario. Conseguentemente i tenaci assertori della causa cristiana furono eliminati proprio da coloro che non seppero essere degni di rappresentare i principi della regalità e del sacerdozio.

Come è avvenuto e continua a verificarsi, gli artefici del maleficio prevalgono sugli apostoli del malecidio. Talvolta, è molto triste riconoscerlo, anche nella Chiesa.

.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...